L'accusa di stupro in chiave geopolitica
La storia dei due carabinieri accusati di avere stuprato due ragazze americane non è per niente chiara. Non sarebbe una novità che episodi del genere vengono usati per indebolire un governo o destabilizzare un’intera nazione, creando tensione sociale e sfiducia nelle istituzioni che sono al cuore della difesa dello Stato.
Naturalmente in questi casi si tratta di elementi di un progetto più grande e complesso, che si sviluppa nell’arco di più anni. Non è inverosimile, né sarebbe sorprendente scoprire che si tratta proprio di un fatto creato ad hoc o sfruttato dai soliti ignoti, rapidissimi a cogliere le palle al balzo.
Il legittimo sospetto nasce soprattutto dal fatto che sono coinvolte due cittadine degli Usa e due funzionari statali italiani, ma anche un poco dall’incredulità che suscita un minimo di riflessione sulle circostanze del presunto reato.
I due carabinieri devono essere puniti perché hanno avuto rapporti sessuali mentre erano in servizio, violando una regola. La regola è stupida ed è stata violata già migliaia di volte e continuerà a essere violata (non vale come scusa, è solo una constatazione).
Però questa è l’unica colpa dei due carabinieri infoiati: avere ceduto alle lusinghe della carne mentre erano in servizio, tutto per una squallida sveltina consumata nell’androne o nella tromba delle scale di un palazzo.
L’accusa di stupro non sta in piedi: non ci sono indizi di violenza. Ci si basa sulle affermazioni delle ragazze e sul fatto che fossero ubriache. Legge alla mano, infatti, ci dicono che qualunque rapporto sessuale in cui uno dei due partecipanti è ubriaco diventa automaticamente stupro.
La legge può stabilire dei numeri per misurare il grado di ubriacatezza, ma non c’è niente di scientifico per affermare che oltre la soglia stabilita per tutti una certa persona non sia più in grado di intendere e volere o di difendersi. In questo caso le due ragazze, secondo certi moralisti, non erano più in grado di capire che invitare due uomini a “salire” non poteva significare altro che voler concludere la serata in un certo modo.
Il cittadino medio è ammaestrato dalla politica a indignarsi in modo acritico e partigiano, soprattutto quando gli viene presentato sul piatto mediatico uno tra i più odiosi crimini in un clima di vittimizzazione isterica e incondizionata della donna, tanto per rafforzare la sua immagine di sesso debole e perciò bisognoso di particolare cura da parte della stessa società maschilista che la vorrebbe sottomessa.
Perciò non stupisce che una legge in teoria piena di buone intenzioni, ma anche zone d’ombra, malfatta e di difficile applicabilità, diventi l’evidenza di un crimine per tutti quelli che non accettano l’idea che delle femmine che provocano maschi conducano a quell’atto così fondamentale per tutte le specie sessuate.
Quanto erano ubriache o drogate?
Cercano di stabilire quanto fossero ubriache o drogate perché se si provasse che lo erano così tanto da non capire più niente allora secondo legge è stupro, anche se lì per lì le due ragazze ci sono state davvero e nessuno le ha fisicamente costrette.
Una situazione molto diversa da altre dove c’è stata brutalità. Le anime belle e bigotte vogliono trattare questo caso come gli altri con la pretesa che l’unica vera differenza è che a Firenze sono coinvolti italiani e negli altri casi stranieri. Sono così presi da questa paronoia che accusano di discriminazione razziale chiunque veda delle differenze, che di sicuro non riguardano la nazionalità dei presunti colpevoli. Io non sono politically correct quindi me ne frego delle accuse degli idioti.
L’accusa vuole dimostrare che l’invito a salire su casa e i rapporti sessuali sono potuti accadere solo perché in quel momento le ragazze non erano in grado di intendere e di volere o difendersi (minorata difesa). La loro forza fisica era fiaccata dalle droghe e la loro capacità di giudizio era compromessa: da lucide non avrebbero mai invitato due uomini a casa credendo che la serata sarebbe finita a parlare di filosofia o a giocare a carte!
Il primo problema è che i test sono stati effettuati almeno quattro ore i rapporti sessuali. Cosa hanno fatto in quelle ore le due ragazze? Hanno bevuto e fumato ancora? Questo spiegherebbe il risultato delle analisi: dopo il sesso con i carabinieri, le ragazze avrebbero bevuto e fumato ancora proprio per fare in modo che dalle analisi risultassero ancora rilevanti quantità di alcool. Sopra la norma, che è un numero arbitrario mentre noi siamo tutti diversi: con la stessa quantità c’è chi va fuori di testa e chi sembra ancora lucido.
[ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Creazzo] [che] non è sufficiente tuttavia a stabilire se le due ragazze fossero ubriache e in che misura non fossero lucide quando hanno incontrato i due militari fuori dalla discoteca
Una perizia dovrebbe poter dire quanto tempo prima devono aver bevuto e fumato per avere quelle quantità di sostanze in circolo. Purtroppo anche in questo caso non possiamo avere certezze per smentire che le due ragazze abbiano potuto incrementare i livelli dopo aver consumato il rapporto. Perché avrebbero potuto agire in questo modo lo spiego dopo.
(…) l‘ubriachezza delle due studentesse “è una circostanza da chiarire, ma ritengo che sia semplice, bisogna solo aspettare il risultato degli esami biologici”. Il carabiniere scelto palermitano agli inquirenti ha detto esplicitamente che “non ci eravamo accorti che erano ubriache”. Un racconto che cozza con le analisi effettuate con le ragazze. Proprio ieri, 13 settembre, i risultati hanno evidenziato come, circa quattro ore dopo il rapporto sessuale con i due militari, le donne avevano ancora nell’organismo una “rilevante quantità” di alcol, sopra la norma, considerando come riferimento il livello tollerato per chi si mette alla guida. Resta da capire come sia possibile che i due carabinieri, dediti proprio al servizio su strada, non abbiano notato il loro stato alterato.
Il livello tollerato per chi si mette alla guida è 0,5 mg/l e se “qualcuno viene sorpreso a guidare con un tasso alcolemico superiore a 1 mg per litro spesso si parla senza tanti giri di parole di ‘guidatore ubriaco’”.
la 19enne, rientrata a casa, è anche svenuta.
Ma non ci dicono chi riporta questo fatto: la stessa ragazza svenuta, raccontando quanto fosse ubriaca, oppure l’amica 21enne? Se non c’è un riscontro oggettivo e in posizione di terzietà questo “fatto” non conferma che per lei quel tasso alcolemico era così alto da farla svenire.
Grazie a delle tabelle scientifiche (…) si procederà a determinare l’esatto tasso di alcol nel sangue delle studentesse tre ore prima del loro arrivo in ospedale, ossia quando sarebbe avvenuta la violenza, per stabilire quanto non fossero, almeno da questo punto di vista, in grado di difendersi.
Non esistono tabelle scientifiche generali in grado di tenere in conto tutti i fattori che permettono di determinare con esattezza ciò che promettono. In ogni caso, una volta stimato il tasso di alcol non è possibile fare affermazioni su cosa quel tasso comporta per quelle due ragazze: per appurarlo bisognerebbe sottoporle a diverse prove empiriche, analizzando i parametri e bisogna pure farle mangiare e muovere come hanno mangiato e ballato quella sera.
Inoltre le tabelle sono valide, con le cautele su dette, solo qualora le due ragazze non abbiano ingerito o fumato altro in quelle 3-4 ore, perché questo può alterare il calcolo in un verso o nell’altro.
Con queste approssimazioni non si arriva alla verità e questo gioca a favore delle due ragazze.
La ricostruzione
Il Corriere monta un articolo in cui confondono il presunto reato con infrazioni al regolamento o dettagli su cui insinua ipotesi, come per esempio il fatto che dopo avere consumato il rapporto i carabinieri avrebbero fatto perdere le loro tracce. Il modo di esprimersi manipolatorio fa pensare che abbiano spento un GPS o depistato la centrale. Solo il Fatto fa capire che la centrale doveva accorgersi dei loro spostamenti.
- Ore 00:45, inizia il turno di Camuffo e Costa.
- Ore 02:10, la chiamata di un avventore della discoteca per chiedere un intervento a causa di una rissa (secondo un’altra fonte è stato il proprietario a volere l’intervento dei carabinieri). Vanno tre pattuglie.
- Ore 02:45, due pattuglie comunicano che l’intervento è terminato; ciascuna per sé. Della terza, dice il Corriere, non si sa nulla. Più patetica di come può essere: è intervenuta con le altre tre, l’intervento sarà logicamente terminato anche per loro. Non è che le altre pattuglie hanno dichiarato “adesso andiamo lì e poi lì”: è pacifico supporre che tutte, comunicato o non comunicato, abbiano finito l’intervento e siano tornate a fare quello che fanno di solito.
- Ore ??:??, Camuffo e Costa fanno salire le due ragazze, senza essere autorizzati a farlo, per accompagnarle a casa, in Borgo Santi Apostoli, così modificando il previsto itinerario (…) nonché omettevano di riportare nell’ordine di servizio la modifica e l’accompagnamento delle due civili, cioè omettevano di autodenunciarsi mentre facevano qualcosa che non erano autorizzati a fare: incredibile, vero?
- Ore 02:56 circa: se Camuffo e Costa hanno lasciato subito piazzale Michelangelo, questo è l’orario del loro arrivo a Borgo Santi Apostoli, stimato da me usando Google Maps (11 minuti con la macchina, 23 a piedi). Se sono andati di fretta superando i limiti di velocità, possono averci impiegato meno.
- Ore 03:13, orario fino a cui, grazie ai video delle telecamere, si sa che l’auto di Camuffo e Costa è rimasta sotto l’abitazione delle due ragazze — lo stesso video potrebbe dirci quando è arrivata, ma il Corriere non dà questa informazione, perciò l’ho calcolata io. I presunti stupri si sarebbero consumati in meno di 20 minuti.
- Ore 04:00, posto di blocco fatto fino al termine del servizio (06:45), e la polizia riceve la richiesta di aiuto del due ragazze.
- Ore 08:00 circa, orario stimato da me, quando hanno fatto le analisi alle due ragazze. Probabilmente più tardi: i giornali dicono 3-4 ore dopo la presunta aggressione ma le due ragazze non sono state prelevate subito e portate subito in ospedale per accertamenti. La 19enne aveva ancora 1,5 mg/li di alcol nel sangue.
Ancora una volta il Corriere insinua che tra le 03:13 e le 04:00 i due carabinieri abbiano potuto fare chissà che:
In realtà anche su questo si stanno effettuando verifiche per scoprire che cosa abbiano fatto davvero, se abbiano chiesto aiuto a qualche altro collega, se quel tempo sia stato utilizzato per «ripulire» auto e divise e così nascondere quanto era accaduto con le due giovani
I rapporti sessuali sono stati consumati dentro il palazzo (nell’androne e nell’ascensore, a quanto dicono altri giornali), non nell’auto, e questo fatto è confermato dalle altre fonti e dalle dichiarazioni dei carabinieri e delle stesse ragazze che non hanno detto di avere subito molestie in auto.
E poi da cosa dovevano pulire le divise visto che hanno lasciato sulle ragazze ben altre inconfutabili prove biologiche? Sulle ragazze non ci sono segni di violenza (l’ipotesi di stupro si regge solo sul fatto che erano ubriache), perciò sulle divise non si sarebbe trovato del sangue. Forse potevano esserci secrezioni vaginali che avrebbero confermato qualcosa che nessuno ha smentito, cioè che ci sono stati dei rapporti sessuali.
Comunque se consideriamo che le auto di pattuglia pattugliano, è normale che non indichino per filo e per segno ogni mossa: si sottintende che abbiano girato nella zona assegnata finché non hanno fatto qualcosa di più specifico, cioè il blocco. La centrale dovrebbe potere confermare o smentire se le macchine hanno un GPS.
Il Corriere fa altre insinuazioni:
(Camuffo) parla di «rapporto consenziente». Ieri Costa, 32 anni, accredita questa tesi e va oltre, scarica sulle due studentesse quanto accaduto quella notte. Una linea di difesa che comunque non li potrà salvare, visto che hanno violato regolamenti e leggi.
Lo “scaricare sulle studentesse quanto accaduto quella notte” è l’espressione colorita con cui quelli del Corriere vogliono insinuare che il carabiniere abbia detto in pratica se la sono cercata, questo è quello che pensa il lettore medio addomesticato allo scandalo del maschilismo. Invece ha solo detto come sono andate le cose secondo lui: le ragazze li hanno invitati a salire e il rapporto è stato consenziente — cioè voluto da tutte le parti in causa.
All’autore del pezzo del Corriere sfugge che “non li potrà salvare” dall’avere violato regolamenti dell’Arma, ma potrebbe salvarli almeno moralmente dall’accusa infamante di stupro.
Dal Fatto Quotidiano che usa anche il Corriere come fonte:
(Costa:) “Non c’è stata alcuna violenza, si è trattato di un momento di debolezza, perché le ragazze insistevano a portarci a casa”. Costa ha raccontato anche di sapere che non era consentito “far salire le ragazze sull’auto e accompagnarle” nella loro abitazione. Ma “decideva Camuffo”, ha affermato. Come ha confermato l’avvocato di Costa, Andrea Gallori, le hanno accompagnate a casa riuscendo anche a farsi dare il loro numero di telefono. Poi, i due rapporti sessuali tra l’ingresso dell’edificio e l’ascensore. Quello che i due carabinieri definiscono consenziente e le ragazze hanno chiamato stupro: “Ci hanno aggredito e violentato”.
Per quanto riguarda gli spostamenti:
(…) infatti, i magistrati stanno cercando di dare una risposta al perché dalla centrale operativa nessuno abbia notato che la pattuglia si muoveva al di fuori dall’area di competenza.
C’è poi il fatto dello svenimento della ragazza più giovane, a cui ho già accennato. Questo elemento della storia serve per aggravare la posizione del carabiniere: la ragazza non era in sé al punto che è pure svenuta!
La fonte (Firenze Today) non dice se lo svenimento è avvenuto subito dopo il presunto stupro, prima che facessero la denuncia, o dopo, né ci dice chi ha riportato questo fatto e alla presenza di quali testimoni che possono confermare. È un’informazione che non aggiunge niente e non prova niente.
Secondo quanto scrivono Corriere e Next Quotidiano
i militari le hanno fatte salire nella macchina di servizio dopo essere uscite dalla discoteca Flò al Piazzale Michelangelo, da lì sono state accompagnate nella loro casa in Borgo Santissimi Apostoli.
Insinuano che sono state costrette a salire nell’auto contro la loro volontà. Un’altra fonte riporta che una delle ragazze ha detto di non aver gridato perché i due erano armati. Insomma vogliono fare credere che l’iniziativa non sia stata loro.
Le istituzioni cedono
I due carabinieri sono un caso molto diverso da quello dei due marò in India. I due marò andavano difesi delle accuse e sono diventati il simbolo delle tensioni diplomatiche tra India e Italia. Non ci è dato di sapere cosa è stato messo di preciso sul piatto della bilancia, ma sappiamo per certo una cosa: la storia si è trascinata così a lungo perché in gioco non c’era più dell’episodio di cronaca e delle sue conseguenze penali.
In questo caso abbiamo due carabinieri accusati da due ragazze americane di essere state stuprate. Lo Stato italiano dovrebbe difendere i suoi funzionari almeno finché non vengono accertati i fatti, questa dovrebbe essere la linea a priori di uno stato forte e sicuro di sé e della sua giustizia.
Le cose non vanno così: il ministro della difesa Pinotti dà i due carabinieri in pasto ai mostri.
“Sono state fatte cose gravissime, contro le regole e contro l’etica dei Carabinieri. Non ci sono attenuanti. Non posso anticipare l’esito della commissione interna, il primo atto è stata la sospensione ma penso si debba andare oltre”. Lo ha detto la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, parlando a Porta a Porta
Lo stupro è una cosa gravissima, ma prima bisogna accertare che si sia trattato di stupro perché altrimenti le “cose gravissime” sarebbero due scopate. Fatte in servizio, d’accordo, ma è ridicolo dare a due scopate tutta questa gravità e dire che si deve andare oltre la sospensione.
Per la ministra della difesa Roberta Pinotti, già intervenuta nei giorni scorsi per condannare l’episodio, “quanto accaduto è di una gravità inaudita (…)”
L’episodio da condannare, il fatto che sarebbe di una gravità inaudita, è la scopata o lo stupro? Con le due ragazze ubriache non c’è differenza… Se è così per una legge idiota, non è così da un punto di vista morale.
Comunque il ministro della difesa Pinotti usa parole che già li condannano. Perché?
Forse perché non è possibile per lo Stato italiano salvarli e quindi non resta che sacrificarli per rendere minimo il potere di contrattazione della controparte americana.
Non è possibile salvarli proprio perché la vulgata moderna è che una ragazza che fa sesso da ubriaca o sotto l’effetto di altre droghe può considerarsi stuprata. Per simmetria dovrebbe considerarsi stuprato anche un ragazzo che fa sesso da ubriaco, mentre non è chiaro cosa dobbiamo pensare se tutte e due i partner sono ubriachi. Stupro reciproco? Accusa e difesa faranno a gara per stabilire chi era il più ubriaco dei due e questo sarà il colpevole?
Insomma un ministro della Repubblica italiana ha già sancito che le vite di quei due carabinieri, che siano colpevoli solo di avere fatto sesso in servizio o di stupro, è decisa.
Sono stati incastrati alla perfezione e nessuno li può difendere per non rendere tesi i rapporti con gli Usa, perché anche in questo caso, come nel caso dei marò, non c’è in gioco solo il presunto crimine ed è proprio questo il problema per i due carabinieri.
Coyote Ugly
Nel film Coyote Ugly una donna chiede alla proprietaria perché si chiama così, cosa significa quel nome. La proprietara chiede se le è mai capitato di svegliarsi accanto a una persona che la notte prima, da ubriaca, le era sembrata molto sexy e che invece guardandola il giorno dopo è così brutta che preferiresti farti staccare un braccio a morsi da un coyote piuttosto che svegliarla.
Su quora una delle risposte spiega il nome del bar (Coyote Ugly) in questo modo:
The name of the bar comes from a really old joke that has gone around for many years, wherein the teller of the joke wakes up in bed in the morning next to a stranger, after having gotten very drunk the night before, and the person who looked hot & sexy the night before while they were drunk, turned out to be so ugly they would rather have chewed their arm off than wake that person up.
Naturalmente dietro giri di parole “svegliarsi nel letto con …” c’è l’allusione a una nottata di sesso.
Chi dei due ha violato l’articolo 609 bis del codice penale italiano?
Il film Coyote Ugly è del 2000 e questi episodi in cui delle ubriache finiscono a letto con sconosciuti per fortuna non succedono in Italia, dove sarebbero altrettante violenze sessuali.
La trama geopolitica
Non azzardo ipotesi sui veri obiettivi dietro la presunta macchinazione ma il lettore deve sapere che queste cose accadono davvero e non sono fantapolitica.
Se il lettore crede che siano inverosimili e preferisce pensare per esempio che dietro la vicenda dei marò non c’era niente altro che la questione legale per il presunto crimine commesso, si può accomodare nel girone degli ingenui.
Scenario 1
In questo scenario le due ragazze sono agenti del governo degli Stati Uniti. Forse occasionali nel senso che sono quelle cartucce libere che un governo può usare e che non destano sospetti perché non sono agenti segreti in organico.
I college e le università americane sono il secondo terreno di reclutamento di agenti al servizio della nazione. Le “università americane” in un territorio non americano sono il modo più delicato di infiltrare agenti sul territorio.
Chi viene reclutato accetta per spirito patriottico? Non solo. Negli Usa studiare costa e promettere un futuro accademico senza l’ansia economica è una leva potentissima.
Quando questo tipo di agenti si trovano in un territorio straniero hanno sempre un contatto di riferimento, in questo caso un professore o una professoressa dell’“università americana”.
La missione che gli è stata assegnata l’avete capita: provocare qualcuno che rappresenta le istituzioni italiane mentre è in servizio, per esempio un carabiniere, allo scopo di avere un contatto intimo.
Non c’è niente di più facile per due belle ragazze.
Come si fa però a trovarsi nella situazione giusta? Crearla non è difficile. Sono necessari diversi tentativi, ma lo schema è questo: frequentare la night life, come è normale per due giovani studentesse libere dai controlli familiari, provocare una rissa o una situazione che richieda l’intervento delle forze dell’ordine, civettare.
Non devono essere le ragazze a creare la situazione che richiede l’intervento delle forze dell’ordine: ci sono altri soggetti in gioco ma non figurano nella storia dello stupro. Bisogna indagare sul motivo che ha indotto il proprietario del locale a chiamare i carabinieri (secondo un’altra ricostruzione sono stati chiamati da un avventore): chi era coinvolto nella rissa?
Bisogna anche ricostruire quali altri posti hanno frequentato le ragazze dall’inizio del loro soggiorno, controllare che non si siano verificati altri episodi strani che potrebbero essere anche andati a vuoto.
La missione non è difficile perché sicuramente le due ragazze non sono vergini né puritane, ci sanno fare con gli uomini e non hanno problemi a ubriacarsi e flirtare. Ubriacarsi fa parte del rito del divertimento giovanile, per lasciarsi andare. Non desta sospetti e in questo caso torna utile per montare l’accusa di stupro in assenza di violenza e coercizione fisica.
Le ragazze possono non sapere niente della legge penale italiana in merito, ma sono state istruite dal loro contatto italiano: ubriacatevi, divertitevi, comportatevi proprio come vi comportereste normalmente in una serata, ma quando vedete gli uomini in uniforme, abbordateli. Fate in modo che vi accompagnino a casa, invitateli a salire e fate sesso con loro.
Questa è la missione: fare sesso con uomini in divisa come finale di una serata “da sballo” e poi denunciare di essere state stuprate.
Forse il contatto delle due ragazze è la professoressa che chiamano conclusa la missione. Infatti le ragazze non chiamano direttamente un numero d’emergenza ma la loro professoressa, che poi chiamerà la polizia.
Scenario 2
In questo secondo scenario alle ragazze non è stata assegnata nessuna missione né sono tra le leve reclutate nelle università e infiltrate tramite l’“università americana a Roma”. Insomma sono due normali ragazze a cui piace andare a ballare in discoteca, ubriacarsi, fumare uno spinello, flirtare con i ragazzi, anche quelli in uniforme che hanno sempre un fascino maggiore.
Forse sono ragazze che hanno già esperienze di Coyote Ugly alle spalle: si sballano la sera, si ritrovano a letto con ragazzi che le hanno abbordate in discoteca. Mal di testa la mattina, un po’ di rimorso per avere scopato uno sconosciuto che da sobrio avrebbero respinto senza pensarci mezza volta, ma alla fine questo è il divertimento, la libertà!
Quella sera ridacchiano tra loro, una delle due, la più giovane, ha messo gli occhi un bel ragazzo in uniforme. Oh, l’uniforme! Adorabile, così virile, maschio, dà quel senso di sicurezza e potere…
Flirtano, si fanno accompagnare a casa, li punzecchiano, anche quello più vecchio, che è vecchio ma si tiene bene, in fondo è un uomo piacente. Fa niente, una delle due si deve sacrificare per permettere all’amica di farsi l’altro che ha puntato già nel locale o appena fuori dal locale (non è chiaro). Ha deciso, lo vuole come lo può volere una ubriaca, come l’ha voluto qualche sera prima con quel tizio che non si ricorda più come si chiama, però è stata una bella nottata, come molte altre.
I due uomini sono frettolosi, forse perché sono in servizio e non possono perdere troppo tempo. Scopano una nell’androne, l’altra nell’ascensore e via, è tutto finito. Forse un po’ deludente, ma niente di meno di quello che già hanno avuto altre volte. A loro le sveltine senza complicazioni vanno benissimo.
I due carabinieri se ne vanno alle 03:13, le due ragazze rientrano a casa e qui vengono contattate da qualcuno, forse era persino già nell’appartamento oppure il contatto è avvenuto per via telefonica. Sono ubriache ma non così tanto. Hanno imparato che fingersi più ubriache e strafatte di quello che sono davvero fa diventare molti uomini più audaci e a loro l’uomo audace piace.
Questa persona deve essere qualcuno che già conoscono e di cui si fidano. Rapidamente il contatto gli spiega la situazione e gli dice che hanno bisogno della loro collaborazione. Naturalmente possono rifiutare, ma se accettano… le cose andranno meglio.
Cosa gli viene detto di fare? Denunciare di essere state stuprate. Le convincono che in fondo, se ci pensano, è così, perché loro sono ubriache e da sobrie non sarebbe successo uno schifo del genere: sveltine nell’androne e in ascensore! Cosa penserebbero i loro genitori se sapessero che le loro figlie si comportano in questo modo? Molto meglio dire di essere stuprate, no?
Forse gli suggeriscono pure di bere un altro po’, tanto per essere sicuri dell’ubriacatura, ma non ce n’è bisogno perché le ragazze sono davvero ubriache, sono abituate alla sensazione, sono perfettamente in controllo della situazione, come molte altre sere simili.
Forse bevono ancora, non si sa.
Gli viene spiegato che devono telefonare alla loro professoressa e raccontarle di essere state stuprate. Sarà lei ad avvertire le autorità. Non è difficile. E se controllano i telefonini? Non vi preoccupate, nessuno chiederà un mandato per controllare le chiamate ricevute, siete tenute solo a provare la chiamata alla professoressa. Comunque lei confermerà quindi non c’è nessun motivo per dubitare di qualcosa e controllare le telefonate in entrata.
E se ci torchiano e cediamo? Nessuno oserà torchiarvi, nemmeno se sospettano che raccontate frottole. Non ci sarà nessun problema anche perchédopo questo drammatico episodio verrete protette in tutti i modi dall’America e la situazione sarà perfettamente nelle nostre mani. In fondo dovete solo dire la verità usando parole un po’ diverse. È importante che parliate di rape, stupro.
Quale dei due scenari?
Il primo è comune (anche se non per montare un’accusa di stupro), il secondo non lo è.
Il secondo implica che le ragazze erano già state studiate per qualche motivo: dovevano essere quasi certi che non avrebbero creato problemi. Oppure hanno avuto assoluta fiducia nella loro capacità di organizzare la cosa usando due soggetti il cui ruolo allo scoperto sarebbe durato molto poco, il tempo della decuncia, dei racconti (veritieri tranne che nell’aspetto della consensualità) e delle analisi. Ma già a partire da quel punto sarebbero state protette.
Quindi il secondo è uno scenario un po’ più rischioso e che richiede un vero colpo di fortuna da parte di agenti che per caso quella sera tenevano d’occhio le due ragazze. Forse non è un caso, però: la rissa potrebbe essere stata provocata nella speranza che qualche americana nota (le “università americane” sono quasi dei covi…) facesse per puro caso quella parte.
Il secondo è un piano troppo affidato alla fortuna, quindi è più probabile il primo.
Che se ne ricava?
Potere contrattuale. Lo smerdamento di un’importante istituzione italiana che garantisce la stabilità sociale tramite l’imposizione della legge. Parte di un piano di destabilizzazione dell’Italia?
Il ministro della difesa, che sa più cose di noi, corre ai ripari sganciando le due pecore nere (lo fanno anche altri). Ma l’incidente resta: due cittadine Usa stuprate da due “servitori” dello stato italiano.
Il messaggio internazionale è che delle istituzioni italiane non ci si può fidare. Già sanno che non ci si può fidare del sistema legale carnevalesco. Lo insegna Amanda Knox. Ora impareranno che non si può fidare dei tutori della legge. Le pecore italiane — che già gridano troppo facilmente “sbirro infame” — seguiranno docilmente quello che la stampa avrà bisogno di fargli seguire per questioni di equilibrio internazionale, ma tutto a discapito del paese che è nostro sempre di meno.