Loro che sanno e pensano
Alcune persone comuni sono inclini a credere che ripetere senza un approccio critico certe conclusioni scientifiche (per caso pubblicizzate da alcuni “scienziati”) li faccia diventare difensori della Scienza stessa, piuttosto che di quelle ricerche che sostengono quelle conclusioni, e membri onorari della comunità scientifica.
Di solito le loro più intime motivazioni, spesso ignote a loro stessi anche dopo psicoanalisi o nonostante la psicoanalisi (mai autopsicoanalisi perché quasi tutti mancano della capacità di indagare i loro stessi processi cognitivi), sono proprio le stesse nel pentolone di quelle che rendono i popoli schiavi e le masse ignoranti e controllabili.
Una di queste motivazioni è la seduzione di un potere superiore e assoluto che non può essere messo in discussione. Questo potere superiore e assoluto è la Scienza. La scrivono in maiuscolo come ho fatto io ora, come fanno i credenti con la parola dio. La Scienza con la S maiuscola ha poco a che fare con la scienza e con il metodo scientifico che per loro sono un territorio sconosciuto persino quando si fregiano del titolo di “scienziati” avendo studiato una materia scientifica, cioè quando hanno studiato dei testi sacri dai quali hanno imparato cosa pensare.
La scienza invece non dice cosa pensare e nemmeno come pensare ma solo qual è il miglior modo che conosciamo per poter verificare che quello che pensiamo approssima in un modo plausibile una realtà conoscibile in modo oggettivo: la scienza non ci dà strumenti per parlare di ciò che non è misurabile o verificabile in modo oggettivo.
Guardando certi “scienziati” penso che scienziati si nasce ma non ci si diventa. Ci si nasce nel senso che la forma mentis deve essere coltivata fin da tenerissima età, anche prima delle scuole elementari. Quando iniziamo a studiare la scienza, la forma mentis scientifica deve essere già formata o altrimenti il rischio è che lo studio fissa delle idee che diventano dogma e impediscono la scienza trasformandola nella divinità di un culto, la Scienza.
Molti “scienziati”, per non parlare di quelli che vogliono essere simili a questi “scienziati”, rivelano che la Scienza è il nuovo potere emergente che minaccia le basi della democrazia in sinergia con il capitale. In sinergia, mai in competizione, visto che la Scienza e la Tecnica hanno bisogno di soldi per i loro progetti e producono anche soldi, anche se non è sempre chiaro come.
Il problema degli “scienziati” l’ho detto. Che cosa dire di quelli che non sono “scienziati” ma danno sempre ragione agli “scienziati” e credono fermamente, come un fedele cristiano crede nella resurrezione di Gesù, a tutto ciò che gli dice qualunque persona che si possa fregiare del titolo di “scienziato”?
Infatti le prove che uno è “scienziato” sono nei titoli di studio, nei successi accademici, nel consenso della comunità scientifica, entità di gruppo astratta che mette in un solo pentolone tutti, “scienziati” e scienziati di qualunque disciplina, facendo credere che nella scienza non ci sono dibattiti, non ci sono dubbi ma solo Verità che tutti condividono, oppure che diverse opinioni in competizioni non possono essere discusse al di fuori della comunità scientifica perché solo gli Scienziati possono capire e sostenere una cosa invece che un’altra.
Che dire dei seguaci che non sono “scienziati”?
Sono come i fedeli cattolici che non conoscono il latino e non sanno nemmeno leggere i testi sacri della loro religione, perciò si affidano ai preti. Sono persone che vogliono stare lontano dai dubbi: vogliono le certezze e pensano che la scienza sia in grado di dargliele. Hanno paura dell’incertezza, del pensiero relativo, dicono dubito ergo cogito ergo sum da pappagalli, perché fa molto cultura, ma non capiscono il senso più profondo.
Hanno paura di essere additati come ignoranti, stupidi e nemici del progresso perché la Scienza la fanno, la capiscono e la seguono persono colte, intelligenti, che lavorono per il Progresso del genere umano; il Progresso è un altro mostro sacro che va a braccetto con Scienza e Tecnica. Sono persone perseguitate da un senso di inferiorità.
Questi seguaci sono conformisti ignari del pericolo del loro conformismo. Il conformismo è l’antitesi della forma mentis scientifica perché la scienza funziona grazie a costanti verifiche che nascono dai dubbi e dalle domande stimolate dallo scetticismo che deve essere nel bagaglio mentale di ogni scienziato. Cioè lo scienziato è un ribelle, un rivoluzionario, uno che mette sempre in discussione lo status quo scientifico anche e soprattutto quando è frutto del suo lavoro.
Questi seguaci possono essere salvati?
Penso di no. Bisogna spiegargli bene come stanno le cose ma visto che hanno perso la capacità di sviluppare un istinto scientifico il loro sforzo deve essere tutto basato sulla razionalità, che è va coltivata da piccoli. L’esperienza empirica mi insegna che queste persone non sono persone razionali, ma invasati di un culto. Se fossero persone razionali non diventerebbero fedeli!
Non c’è nessuna differenza tra uno che crede in Dio e uno che crede nella Scienza come ultima dispensatrice di verità o come migliore, e quindi unica meritevole di considerazione, dispensatrice di verità. In tutte e due o tre i casi siamo di fronte a una forma mentis dogmatica, cioè non razionale e che quindi non può perseguire le finalità della scienza.
La forma mentis scientifica, al contrario, abbraccia il dubbio e il mutamento; accetta l’idea che conoscenza corrente possa essere sbagliata e ingannevole: prenderla per buona è una questione pratica per servire la tecnica, ma è molto lontano dall’affermare che le cose stanno così perché la scienza, tramite il metodo scientifico, ha determinato che le cose, molto probabilmente, cioè al meglio delle capacità e conoscenze odierne di chi ha ricercato un certo argomento, stanno così.
I seguaci del culto della Scienza vogliono far parte di un gruppo e ricavare da questa appartenenza il fregio di intelligenti (come ho già detto soffrono di un complesso di inferiorità, di solito latente). Sono cavie perfette per studiare il groupthinking. Il gruppo di cui vogliono far parte presenta se stesso come comunità scientifica ma in realtà si tratta di un un gruppo relativamente piccolo di scienziati-dittatori, “scienziati” più rumorosi e con maggiore visibilità rispetto ad altri scienziati, che vogliono stabilire l’ideologia scientifica al potere; stabilire un’ideologia scientifica è un controsenso, ma farlo è funzionale ai loro scopi che poi non è detto che siano proprio i loro: gli scienziati-dittatori spesso sono lacchè dei detentori del potere economico.
La figura dello scienziato-dittatore è stata sdoganata da Burioni ed è uno dei pericolo maggiori per la democrazia dopo il fascismo. Lo scienziato-dittatore è determinato a imporre agli altri, per il loro bene (così crede o fa credere), ciò che la sua Scienza ha deciso “scientificamente” che è buono e necessario. Per riuscire a imporsi deve prima affiancare, poi confondersi, infine sostituirsi al potere politico. Ma il potere politico è l’unico legittimato sulla carta a prendere decisioni, per questo è necessario usare delle teste di ponte e lobbying. La sostituzione, effettiva o indiretta (tramite teste di ponte e lobbying) è giustificata dalla loro superiorità di scienziati servi della Scienza, questo potere assoluto e indiscutibile che deve scavalcare la democrazia, sinonimo di masse incolte, rozze, che non sanno cosa è bene e cosa è male. È la Scienza, la nuova divinità, a decidere, tramite i preti del culto, a decidere cosa è bene e cosa è male e nello stesso tempo legittima che siano loro, gli scienziati-dittatori, a stabilire l’azione politica per raggiungere lo scopo benefico.
Abbiamo visto cosa è successo e cosa sta succedendo per i vaccini. Ma siate certi che questo è solo l’inizio, il primo esperimento, un test di fattibilità per affilare delle nuove armi. Da quando la democrazia ha preso vita propria e rischia di uscire dal solco dell’inganno per il quale era stata ideata e concessa (dominio e sedazione delle masse con la loro collaborazione), le ruling elites stanno studiando nuovi modi di metterle le briglie per relegare il popolo alla sua funzione primaria e passiva di servo che deve essere funzionale al potere o non serve a niente e deve tacere e stare lontano dalle stanze dei bottoni.
Esempi di ignoranza, arroganza, cecità elevate al rango di fedeli servitore della Scienza
Il problema è che gli antivaxxer non fanno una discussione. E difficilmente sono curabili, finché non ci crepa un caro (e a volte nemmeno quello).
Nemmeno i vaxxer discutono: la Verità Scientifica è dalla loro parte quindi non c’è niente da discutere: o accetti che sia come dicono loro o taci.
L’antivaccinismo è considerato una malattia incurabile… L’atteggiamento è quello degli invasati o dei fascisti: gli infedeli e i nemici del fascismo sono un cancro da curare.
Non è raro leggere di persone che augurono agli antivaxer la morte, forse per il gusto di dire te lo avevo detto o ben ti sta, ma anche perché è la prova empirica che loro hanno ragione; senza gli aneddoti mortali mostri non possono dimostrare niente; che siano “scienziati” o no, non hanno motivi solidi per imporre il loro modello di vita e di salvaguardia della specie umana. Non ci rimane che ripagare questi mostri con la stessa moneta augurandogli di prendere una delle molte moltissime malattia per le quali non esiste un vaccino.
Per quanto riguarda la probabilità che muoia un caro non vaccinato, questa è davvero piccola e per questo i decessi non fanno cambiare idea agli antivaxer: sono una piccola possibilità che uno è disposto ad accettare così come siamo disposti ad accettare il rischio di scendere le scale o guidare un’automobile a 100 km/h in mezzo ad altre automobili.
Il rischio di ammalarsi e subire danni o morire per una delle malattie vaccinabili per le quali è stato imposto il vaccino è ingigantito usando informazioni “scientifiche” fuorvianti, come per esempio quando parlano di morti di morbillo su scala mondiale per promuovere la vaccinazione contro il morbillo su scala locale.
Visto che persino loro si rendono conto che il rischio personale non è abbastanza ed è appunto personale quindi una scelta, anche sbagliata, che ciascuno deve avere la possibilità di compiere come individuo, hanno alimentato l’isteria collettiva e la caccia all’untore parlando dell’immunità di gregge (voi siete le pecore): chi rifiuta i vaccini non minaccia solo se stesso, cosa che non interessa a nessuno (che muoiano pure questi imbecilli antivaxer!), ma minaccia l’intera società. È un nemico pubblico.
Uno dei piloni che reggono le dittature politiche e ideologiche è proprio la creazione di un nemico pubblico che minaccia il benessere, la stabilità, la pace della nostra società.
L’immunità di gregge è un meccanismo valido per le pecore in un recento o un piccolo pascolo che dice che, superata una certa soglia di animali immuni (non per forza grazie alle vaccinazioni), i restanti che non lo sono ancora si ammalano meno probabilmente. Questo perché gli animali immuni non fanno circolare i virus e i batteri, non diventano mai infettivi.
La soglia viene calcolata usando un modello che non è adatto alla società umana e tra l’altro ignora deliberatamente ogni azione attiva di contenimento di un’epidemia (perché le pecore non sono in grado di comportarsi in modo da limitare la diffusione di un virus). Inoltre a livello popolare si è diffusa la soglia valida in un gregge per un’epidemia di morbillo quando in realtà ogni agente patogeno ha una soglia diversa. Per caso la soglia del morbillo è una delle più alte, il 95%.
I promotori delle vaccinazioni coatte di massa vogliono andare oltre questa soglia anche per tutte le altre malattia.
Il metodo scientifico è stato sviluppato esattamente per avere un meccanismo che ti permette di distinguere cazzate da non cazzate.
Il metodo scientifico non è stato sviluppato per questo motivo. Il metodo scientifico non dice se A è una cazzata e B no. Il metodo scientifico permette di verificare se l’ipotesi A è sostenuta da fatti misurabili oggettivamente, se può essere verificata. Su tutto ciò che non è verificabile il metodo scientifico non ha niente da dire, incluso il fatto che è una cazzata o no; per esempio le opinioni politiche non sono oggetto della conoscenza scientifica.
Ci sono verifiche che escludono categoricamente un’ipotesi (A non è vera e non potrà mai essere vera) e altre che non la escludono, il che ci fa dedurre che forse A approssima, con un certo grado di confidenza, una verità conoscibile, oppure non abbiamo fatto la verifica che la confuta. Popper ci insegna che se anche B risulta verificata dal numero finito di prove fatte, non significa che non esiste una verifica che la confuta. Quando B viene accettata, quello che stiamo dicendo è che in base alle verifiche fatte, che sono tra quelle fattibili che sono state pensate e sono in numero finito, ovviamente, B è probabilmente un’approssimazione delle verità con un certo grado di confidenza, il migliore che siamo fino ad ora riusciti ad ottenere.
Per mettere in ballo un affare controverso legato ai vaccini, possiamo dire che le verifiche fatte finora dicono che probabilmente non c’è correlazione tra vaccini e autismo, il che significa che, se c’è, tale correlazione è al di sotto della soglia di verificabilità con i dati in nostro possesso e per il tempo di osservazione. Tuttavia sappiamo che la probabilità è una grandissima figlia di puttana: sappiamo che è poco probabile vincere il superenalotto, quindi la strategia vincente migliore è non giocare. Eppure qualcuno vince. Se anche la correlazione vaccino e autismo fosse così piccola da non potere essere rivelata con un approccio statistico basato sui dati in nostro possesso e sul tempo di osservazione, ciò non vuol dire che questa correlazione, sempre immaginando che ci sia e sia infinitesima, non colpisca un bambino. Il nostro vincitore della lotteria.
È controintuitivo per molti “scienziati” quindi figuratevi per le pecore: se diciamo che un evento si verifica una volta ogni cento miliardo di anni, non significa che questo evento non si può verificare proprio domani.
L’unico valore umano di sapere qualcosa del genere è questo: se un evento si verifica una volta ogni cento miliardi di anni, o una malattia colpisce una persona ogni cento miliardi, significa che non dobbiamo vivere la nostra vita con la paura che domani succeda quella cosa brutta. Ma non vuol dire che non è necessario essere preparati ad accettare il fatto che sia avvenuta…
nel mondo scientifico attorno ai vaccini non c’è nessuna discussione degna di menzione.
Cosa è degno di menzione? Qual è il criterio oggettivo per stabilire se qualcosa è degno di menzione o no? Se dipendesse dalla quantità di scienziati che ricercano qualcosa di controverso o che sostengono tesi controverse, la scienza non sarebbe mai progredita. La comunità scientifica non può abbandonarsi al conformismo su se stessa e stabilire a priori cosa è degno di menzione e cosa no.
Questa pecora è a conoscenza di discussioni attorno ai vaccini nel mondo scientifico ma come sacrificio sull’altare del culto della Scienza ha deciso che non sono degne di menzioni. Così la scienza muore un po’ ogni giorno e per le masse non resta che la Scienza, il nuovo Dio in cui credono.
una misera percentuale di sedicenti scienziati ha idee discordanti, ma è minore del 5%
La pecorella ha condotto un’accurata indagine, forse usando il metodo scientifico, e ha calcolato che meno del 5% di “sedicenti scienziati” ha idee discordati dal resto in materia di vaccini. Poi ha usato la regola della maggioranza per dire che le loro idee non valgono e vengono da “sedicenti scienziati”, perché gli scienziati veri sono il 95% che hanno le stesse idee.
AL DI FUORI DEL MONDO SCIENTIFICO possono dire quello che vogliono, ma sono solo opinioni più o meno sensate, non dibattito scientifico (il quale comunque NON è democratico, come riporta il testo citato).
Il dibattito scientifico non è democratico, però se il 95% di chi dibatte è d’accordo, il restate 5% ha torto (e non è uno scienziato ma un “sedicente scienziato”).
benvengano gli antivaxxer, se uno è talmente imbecille da essere contro i vaccini fa bene a tirarsi fuori dal pool genetico
Chi ha scritto questo commento pensa che chi rifiuta i vaccini si estinguerà e i suoi geni scompariranno dalla specie umana e questo secondo lui è una cosa buona. Altre volte sui social ho visto citare a sproposito Darwin.
È praticamente impossibile che gli antivaxer usciranno dal pool genetico per le scelte sui vaccini. Non serve essere scienziati: basta pensare alla storia dell’umanità prima dei vaccini e ricordare che i vaccini che esistono coprono una piccolissima parte delle malattie esistenti e i vaccini obbligatori sono ancora di meno e tra l’altro alcuni di questi proteggono da malattie che nei paesi senza malnutrizione diffusa e con strutture igieniche e sanitarie adeguate non sono una vera minaccia, non sono pericolose, non sono mortali (tranne nei casi in cui lo sono, ma sono casi in cui il quadro clinico non coinvolge solo una malattia).
Parlando di Darwin ci viene in mente che i vaccini potrebbero mettere in serio pericolo la specie umana ma purtroppo non esistono esperimenti che possano verificare o smentire che questo pericolo è reale.
Il ragionamento è che ogni essere vivente, uomo compreso, è in equilibrio con dei microrganismi. Già adesso noi viviamo insieme a tantissimi microrganismi per noi innocui o addirittura in simbiosi. Lo scopo di tutti i microrganismi parassitari non è uccidere l’ospite ma trovare un ambiente adatto a vivere e riprodursi. Il compromesso migliore per chi ospita e chi viene ospitato è un rapporto simbiotico. Ma non è una cosa che viene da sola dall’oggi al domani. Probabilmente i microrganismi che oggi vivono con noi un tempo causavano malattie, ma l’evoluzione e l’adattamento reciproco hanno cambiato le cose.
Con l’intervento umano che mira a debellare, piuttosto che stimolare un reciproco adattamento, i microrganismi che ora ci causano malattie non mortali e persino innocue, non sappiamo quale futuro ci stiamo costruendo rispetto a quello che sarebbe stato determinato dall’evoluzione libera dell’equilibrio tra il nostro corpo biologico e il mondo esterno non umano.
Faccio un esempio: è stato scoperto (dalla scienza) che il virus del morbillo può avere proprietà oncolitiche, che naturalmente non significa che cura i tumori, un tumore particolare o diversi tumori. Diverse ricerche stanno studiando queste proprietà per vedere se può essere usato contro alcuni tipi di tumore. Nello stesso tempo la campagna vaccinista mira a far estinguere il morbillo allo stato selvatico: sopravviverà solo nei laboratori se degli scienziati riusciranno a ricavarci qualcosa per la cura dei tumori.
Ma il morbillo selvatico aveva già quella proprietà e non c’è stato bisogno di nessuna ingegnerizzazione umana. Non è assurdo immaginare che lasciato in natura e continuando a evolversi interagendo con la specie umana sarebbe diventato un virus ancora meno pericoloso di quello che è e avrebbe fornito, vivendo endemico in simbiosi nelle popolazioni umane, una protezione da alcuni tumori, cioè diminuendo la probabilità che certi tumori si potessero sviluppare. Non possiamo nemmeno escludere che già non fosse così in una certa misura.
Arriva l’uomo e crede di poter fare meglio dei meccanismi dell’evoluzione (e poi arrivano quelli che citano Darwin alla cazzo di cane); sosteniamo con arroganza che l’evoluzione è pericolosa perché ha un prezzo troppo alto in termini di vite. È vero, ma non sappiamo se è vero che possiamo fare di meglio: non possiamo essere sicuri che non stiamo mettendo in serio pericolo la specie umana. Possiamo solo dire, con statisticamente abbiamo salvato, nell’arco temporale di poche generazioni, qualche vita. E se così facendo avessimo condannato le generazioni che verranno tra 1000 anni a morire come mosche? Non possiamo saperlo.
L’evoluzione naturale, per quanto ci appaia crudele, è e resta il miglior modo per garantire uno sviluppo equilibrato di tutte le specie del pianeta.
In poche parole, se non ti vaccini metti a rischio di contagio tutti, anche coloro che per motivi medici non possono vaccinarsi anche se volessero. Senza contare che gli antivaxxer rischiano la vita dei loro figli innocenti.
Il rischio della “vita dei loro figli innocenti” è esagerato dalla propaganda isterica pro vaccini. Ho già detto qualcosa sull’immunità di gregge. Le pecorelle seguono il pastore, il loro prete a cui si inchinano.
Ma purtroppo viviamo in un paese libero in cui possono esercitare il libero arbitrio anche quelli che si trovano in situazione di manifesta inferiorità intellettiva.
Credo che faccia vedere chiaramente come a queste pecore piace sentirsi intellettivamente superiori ad altre pecore. Non capiscono di essere pecore bianche in un gregge di pecore bianche macchiato da poche innocue pecore nere, contro cui si scagliano per soddisfare dei loro bisogni primordiali, irrazionali e meschini.
Posto che (a mio avviso) l’obbligo vaccinale dovrebbe esserci, punto. Non risolvi il problema in nessun modo se non con vaccinazioni a tappeto. Vuoi vietare l’accesso alle scuole a bambini non vaccinati (per scelta dei genitori)? Giusto, giustissimo, ma questo non risolve il problema dato da una coorte di individui non vaccinati che comunque esiste. E in loro il patogeno può diffondersi, mutare, e potenzialmente metterla in culo a chiunque il vaccino l’abbia fatto.
La mentalità fascista forse è un virus italico contro cui non esistono vaccini a giudicare da quello che scrivono.
Questo individuo sta sostenendo che nemmeno è sufficiente raggiungere il 95% o 96% di persone immuni perché nei restanti il patogeno può diffondersi e mutare e rendere inutile i vaccini. In pratica finché non si eradica del tutto il virus non è possibile eradicare il virus perché può mutare…
La possibilità che possa mutare in qualcosa di meglio, come accaduto a milioni di virus, non è proprio presa in considerazione.
Nemmeno si prende in considerazione l’assurdità di fare un ragionamento del genere solo per quei patogeni per cui esiste un vaccino. Ci estingueremo perché i rinovirus si evolveranno in killer che ci stermineranno?
Uno dei virus a più alta mutabilità è quello dell’influenza il cui vaccino giustamente non è obbligatorio e tra l’altro c’è una buona probabilità che il vaccino non protegga e che faccia venire gli stessi sintomi del virus selvatico. Ci preoccupiamo che questi casi la mettono in culo a chi ha fatto il vaccino e naturalmente a chi non può vaccinarsi? Per ora no ma non possiamo escludere che questi fascisti si impegnino di più per far venire una crisi isterica collettiva e aiutare attivamente le campagne di vaccinazione a tappeto.
La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri. Così come non puoi rubare o uccidere, nel nostro paese libero, per me non dovresti neppure poter uscire di casa non vaccinato. Non perché fai del male a te stesso, quello è un tuo problema, ma perché metti a serio rischio altri.
Fortunatamente si sta andando in questa direzione, per esempio impedendo la frequentazione degli asili ai bimbi non vaccinati
Altro esempio di mentalità fascista che dispensa banalità. Addirittura se non sei vaccinato non puoi uscire di casa. Tra l’altro queste pecore (e definirli tali è già un complimento e un’offesa per le pecore) confondono il fatto di essere immune con il fatto di essere vaccinato. La persona che ha scritto non sa che lui, anche se è vaccinato, non è più immune da alcune delle malattie per le quali c’è il vaccino obbligatorio, che è non è obbligatorio per lui come adulto, tra l’altro.
Il prossimo passo sarà impedire la stipula di contratti di lavoro se non ci facciamo vaccinare? Se dimostrariamo di essere immuni perché abbiamo già preso la malattia potremo lavorare e uscire di casa.
Questa pecora fascista sa qual è il serio rischio che corrono gli altri quando uno non vaccinato esce di casa? Ha fatto delle ricerche scientifiche o sta parlando a caso, immaginando cosa vogliono gli scienziati-dittatori come Burioni, collaborando con loro a causare paura, panico, isteria collettiva… di cui egli stesso è vittima (il suo commento è sintomatico).
I commenti assurdi continuano in una spirale di violenza verbale e ideologica che ha delle caratteristiche senza precedenti, con una matrice in comune con il fascismo e tratti simili alla peggiora caccia alla streghe.
Questa è gente pericolosa per la società civile, altro che antivaxer o bambini non vaccinati.